Strada del Sagrantino

Non lontano da Assisi, Todi e Spoleto si snodano itinerari e sentieri tra i borghi e le cantine del Sagrantino DOCG.

Un percorso enogastronomico, ma anche culturale tra i comuni di Montefalco, Giano dell’Umbria, Bevagna, Gualdo Cattaneo e Castel Ritaldi, dove si produce uno dei vini che più contribuisce a rendere famosa la regione dell’Umbria: il Sagrantino di Montefalco Docg.

Ottenuto da uve provenienti da vigneti composti esclusivamente dal vitigno “Sagrantino”, si tratta di un vino dal colore rosso rubino, il cui sapore asciutto e armonico, lo rende un ottimo accompagnamento a cacciagione e carni alla griglia.
Sono oltre trenta le cantine che offrono visite e degustazioni, attraversando borghi ricchi di storia e arte.

Tra assaggi, passeggiate alla scoperta di castelli e vicoli, vedute panoramiche e botteghe artigiane, ecco uno dei tanti itinerari possibili, percorribile a piedi o in bici: "Sulle orme di Francesco da Pian D’Arca a Bettona".

Il percorso può essere diviso in due tappe distinte.

Prima tappa
Si parte da Pian D’Arca di Cannara e si prosegue prendendo la strada per Limigiano. Da qui si continua sulla strada sterrata che sale, nelle vicinanze di Casco dell’Acqua, verso Casale Cantucci e Casa Bianchi, attraversano il fosso Rapace. Arrivati al bivio per Collemancio, svoltando a destra e dopo aver superato Collaccio e Madonna delle Piagge, si raggiunge il paese.

Seconda tappa
Da Collemancio ci si dirige verso Passaggio di Bettona, percorrendo la strada che costeggia il fosso Sambro. Dopo circa 5 km si raggiunge località Cappuccini prima, e Bettona poi.

L’itinerario offre un bellissimo panorama sulla pianura assisana e alcuni interessanti monumenti. A Pian D’Arca si trova il luogo in cui, secondo la tradizione, San Francesco predicò agli uccelli, a Limigiano sorgono i resti di un antico castello medievale, mentre a Collemancio si possono visitare gli scavi romani di Hurvinum Hortense (località del II secolo a.C.). A Bettona da non perdere il Palazzo del Podestà, l’Oratorio di Sant’Andrea (con affreschi grotteschi) e l’ex convento di S. Antonio Abate, mulino ad acqua del 1561.