Le acque del benessere

Assisi con il suo paesaggio e la campagna circostante è il luogo ideale per rilassarsi e concedersi una pausa…lo sapevano bene anche gli antichi romani.  

Nel II secolo a.C. Assisi era una località termale romana, nota per la salubrità e la sacralità delle sue acque.
All’interno del monastero delle clarisse di San Quirico sono stati rinvenuti, infatti, i resti delle terme pubbliche.

Con una copertura a volta ancora integra, è visibile il calidario, la parte destinata ai bagni in acqua calda e a quelli di vapore, mentre non sono invece rimasti segni evidenti del tepidarium e del frigidarium (la base del trattamento termale dell’epoca era il passaggio dal caldo al freddo e viceversa che, sottoponendo il corpo a brusche variazioni di temperatura, sollecitava la circolazione e riattivava l’organismo).

Le pareti sono in opus testaceum e forate nei punti in cui la terminazione di condotti in terracotta consentiva l’arrivo di aria calda.
Mancano purtroppo i pavimenti originari in mosaico, ma le strutture murarie degli alzati sono per la maggior parte complete. 

  • sanquirico

Quello di San Quirico non era l’unico centro termale della città. A Santureggio (dal latino Sanctus et regius Fons) era presente, infatti, un altro impianto per le cure idropiniche, nei pressi di una sorgente al di fuori delle mura a sud ovest.
Qui sono conservati i resti di un ninfeo, una fontana pubblica dotata di una grande vasca, destinata a raccogliere l’acqua. 
Tra il materiale ritrovato, la presenza di alcuni oggetti a carattere votivo ha aiutato a chiarire la funzione del monumento che oltre a essere fonte di acqua salutare era, allo stesso tempo, un luogo di culto.

Probabilmente in pochi sono a conoscenza delle proprietà curative di quest’acqua che, per anni, è stata utilizzata a scopo terapeutico