Il Bosco di San Francesco

Appena fuori le mura di Assisi, con i suoi 64 ettari e 800 anni di storia, il Bosco di San Francesco è un angolo di Umbria in cui poter riscoprire le  meraviglie della natura e quelle del passato.

La foresta del Poverello è stata restituita alla città di Assisi nel 2011 dopo i lavori di sistemazione del FAI - Fondo Ambiente Italiano, che ne ha recuperato i sentieri e restaurato le preziose opere d’arte.
Il Bosco può essere scoperto secondo tre diverse chiavi di lettura: spirituale, storica o paesaggistica.


Il percorso spirituale

Contrariamente a quanto si possa pensare non si tratta di un pellegrinaggio religioso, ma di un percorso che vuole offrire l'occasione per riflettere sul rapporto tra uomo e natura. Si parte dalla piazza di Assisi per entrare prima nella Selva di San Francesco e poi nel Bosco vero e proprio. Da qui, attraversando i terreni boschivi e i campi coltivati, si giunge a fondovalle dove si trova il Monastero di Santa Croce, comprendente in origine anche un ospedale e un mulino.
 

Il percorso storico

Partendo dal portone che si trova nel muro di cinta di Piazza San Francesco, questo itinerario permette di fare un salto nel passato grazie alle varie testimonianze che si incontrano percorrendolo: dal Ponte dei Galli all’antico Hospitalis Pontis Gallorum, passando per la Chiesa di Santa Croce e arrivare così a Torre Annamaria, una costruzione trecentesca a cui ancora oggi si accede solo dal primo piano tramite una scala esterna.
Secondo un’antica leggenda il Ponte dei Galli fu attraversato da Carlo Magno con i suoi soldati durante il tragitto che lo condusse a Roma per essere incoronato, nella notte di Natale dell' 800, Imperatore del Sacro Romano Impero.
 

Il percorso paesaggistico

Il Bosco di San Francesco è senza dubbio un esempio di paesaggio rurale italiano. Scoprire la foresta attraverso questo percorso, significa inoltrarsi nella natura per apprezzarne i suoi tesori. Oltre alle formazioni boschive e gli alberi secolari originari, sono state introdotte altre piante attraverso la pratica agricola, come l’olivo e alcuni alberi da frutto. Il torrente Tescio con i suoi affluenti completa lo scenario paesaggistico che, con i suoi tanti e vari ecosistemi, rende il Bosco di San Francesco un vero scrigno di biodiversità.

Bosco di San Francesco - Assisi - Droinwork Aerial Film

Tutti e tre i percorsi confluiscono nella radura del Terzo Paradiso, un’opera di Land Art del Maestro Michelangelo Pistoletto in cui 121 ulivi vanno a formare il simbolo matematico dell’infinito. Al centro, un’asta di acciaio che metaforicamente unisce il cielo e l’acqua del sottosuolo.

Il Terzo Paradiso altro non è che il punto d’incontro virtuoso tra il mondo naturale e quello artificiale, un messaggio che nel Bosco di San Francesco trova il suo punto focale.