Scopri la cucina tipica Umbra ad Assisi

La cucina tipica di Assisi si inserisce nel più ampio panorama dell’enogastronomia umbra. I prodotti locali di alta qualità sono alla base di piatti semplici che sanno esaltare il sapore unico delle materie prime utilizzate.

Farro, miele biologico del Subasio, olio extravergine di oliva, cipolla di Cannara e tartufo sono i prodotti tipici più noti della città serafica e del territorio circostante.

Sedendovi a tavola, la prima portata non potrà che essere un antipasto tipico umbro: salumi locali (prosciutto di Norcia, ma anche lombetto, capocollo o ciauscolo) e formaggi tipici, come ricotta salata o caciotta al tartufo, sono il modo giusto per iniziare il vostro pasto.

Se non fosse abbastanza potrete proseguire con la bruschetta, un piatto semplice ma gustosissimo: una fetta di pane scaldata sul fuoco, condita con aglio e olio DOP Umbria Colli Assisi Spoleto, spremuto a freddo.

Per quanto riguarda i primi piatti, non c’è che l’imbarazzo della scelta: la pasta fatta in casa rappresenta una specialità umbra (dagli strangozzi agli umbricelli, passando per i passatelli).
Gli strangozzi al tartufo sono sicuramente un’eccellenza locale: una pasta preparata con acqua e farina, simile alle tagliatelle nell’aspetto ma più spessa, condita con il tartufo nero, magari di Norcia.

Passando ai secondi, la carne viene solitamente cucinata arrosto o alla brace: agnello scottadito, oca arrosto, maialino alla brace o il piccione alla ghiotta sono tutti piatti tipici che vengono tramandati da sempre.

Arriviamo così al dolce. La rocciata, molto simile allo strudel trentino, è composta da una sfoglia sottile arrotolata su stessa e ripiena di mele, fichi, marmellata, noci e uva sultanina.
Altro dolce tipico, legato a San Francesco, sono i mostaccioli. Si tratta di biscotti secchi al mosto, di cui esistono numerose varianti, ottimi se accompagnati da un bel bicchiere di Vin Santo Colli del Trasimeno DOC.
Si racconta che il Poverello nei suoi ultimi giorni di vita scrisse una lettera alla nobildonna romana Jacopa dei Settesoli, sua grande amica, per chiederle di raggiungerlo alla Porziuncola, portandogli “quei dolci, che tu eri solita darmi quando mi trovavo malato a Roma”.

A conclusione del pasto non può mancare l’Amaro Francescano. Un liquore fatto di erbe aromatiche, dal profumo e dal sapore particolarmente intenso, ereditato probabilmente dai Benedettini. I monaci, presenti ad Assisi già dall’anno Mille, erano infatti esperti nella creazione e preparazione di medicinali mediante erbe e altre sostanze naturali.