Assisi Romana

Assisi è per tutti la città di san Francesco: la Basilica, i conventi e gli eremi sono i simboli della vita del Poverello. Accanto però al suo lato più spirituale, è possibile scoprirne anche uno archeologico, nascosto nelle sue stesse fondamenta.

Nata come villaggio fondato dagli Umbri tra il IX e il VIII secolo a.C., Assisi divenne nel III secolo a.C. colonia romana, prendendo il nome di Asisium, interpretato secondo origini prelatine come “città del falco”, o come “torrente”, con riferimento al vicino fiume Assino, secondo radici latine.

Nel 90 a.C. divenne municipio romano e attraversò una fase di ricchezza e pace che rese la città, fino alla caduta dell’Impero Romano, un importante centro economico e sociale.

Di questo periodo di prosperità sono testimonianza le costruzioni dell’epoca, che svelano la storia più antica della città.

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IL FORO ROMANO
Ritrovato nel corso di alcuni scavi nel 1836, l’antico Foro romano è nascosto sotto l’attuale Piazza del Comune, a cui si accede da via Portica.
Un viaggio sotterraneo in quello che era lo spazio dedicato alle manifestazioni, allo scambio delle merci, dibattiti e giudizi, come testimonia il tribunale in cui prendevano posto i sette magistrati che amministravano la città.

Per informazioni su orari e biglietti consulta il portale turistico del Comune di Assisi.

IL TEMPIO DI MINERVA
Goethe, durante il suo viaggio in Italia, definì il Tempio di Minerva come il primo monumento integro dell’antichità. Non a caso il Tempio, costruito nel corso del I secolo a.C., è uno degli esempi più leggibili dell’architettura sacra romana.
Una curiosità: il Tempio è rappresentato anche nell’affresco “Omaggio dell’uomo semplice”, attribuito a Giotto, nella odierna Basilica di san Francesco.

CISTERNA ROMANA
All’interno della Cattedrale di san Rufino si trova la cisterna romana che, costruita nella seconda metà del II secolo a.C., fu utilizzata come basamento per il campanile.
Il pavimento della cisterna è a tenuta stagna, grazie al cocciopesto che, secondo antiche fonti, fu ideato proprio dagli antichi romani.

ANFITEATRO
Nel quartiere di Porta Perlici, una delle porte di accesso della città, sorgono i resti dell’anfiteatro romano, risalente alla prima metà del I secolo d.C. Della struttura oggi rimane solo un arco in cunei di travertino, mentre un giardino occupa l'area dell'arena. Altri resti dell’anfiteatro come archi e mura, infatti, si trovano in alcuni cortili privati del quartiere.

IL TEATRO O CIRCO
La natura dell’edificio resta ancora oggi incerta: se da un lato, infatti, le arcate sovrapposte fanno pensare alla cavea di un teatro, l’assenza di una curvatura lascia invece supporre che si tratti di un circo.
A questo proposito, sulla cisterna di San Rufino è presente un’iscrizione in cui si parla di un circo…che sia proprio questo l’edificio a cui fa riferimento?

LE MURA
La struttura della città di Assisi era organizzata in una serie di terrazze, sorrette da mura di sostegno, per poter superare il dislivello del colle.
Le mura furono erette tra la fine del II e l’inizio del I secolo a.C. e oggi, insieme a pozzi e viadotti dell’epoca, ne restano vari tratti.
Uno dei più interessanti è la cosiddetta “Via Tecta”, nei pressi di Piazza Matteotti: un passaggio di servizio per i gladiatori e le scenografe che conduceva e conduce tuttora, in via sotterranea, all’anfiteatro.

STRADA IN BASOLATO
L’abilità tecnica dei romani nella realizzazione delle strade ha le sue testimonianze anche ad Assisi. Lungo via San Rufino, infatti, sono visibili i resti di quello che, in passato, rappresentava un percorso pedonale nato per collegare l’arco di Palazzo Fiumi a quello andato perso a monte dell’antico foro, oggi tra la cattedrale e gli archi di Porta Perlici.

DOMUS ROMANE: LA DOMUS DI PROPERZIO E LA DOMUS DEL LARARIUM
La Domus di Properzio
, rinvenuta sotto la chiesa di Santa Maria Maggiore, è composta da tre ambienti comunicanti, due dei quali presentano ancora il pavimento originario in mosaico.
Sul proprietario della Domus restano ancora diversi dubbi, per la mancanza di elementi storici e archeologici che possano stabilirlo con precisione. Per questo stesso motivo l’ipotesi che l’attribuisce a Properzio non è mai stata confermata. È comunque certo che la Domus, se non al poeta patrizio, sia comunque appartenuta a una figura facoltosa, colta e di indubbio buon gusto.

La Domus del Lararium, sotto Palazzo Giampè, si trova a sette metri nel sottosuolo.
Uno degli aspetti più interessanti è la presenza dell’alzato delle pareti, cosa molto rara al di fuori di Roma e Pompei, che si conserva per oltre 4 metri di altezza in tutti gli ambienti riportati alla luce.
La Domus, essendo stata rinvenuta in tempi relativamente recenti, potrebbe senz’altro riservare ancora molte sorprese.

L’accesso alle domus romane avviene esclusivamente mediante visita guidata e previa prenotazione.
Infoline: 199.151.123

ITER PRECARIUM
Sotto il giardino della chiesa di S. Maria Maggiore è presente uno strettissimo passaggio nelle mura della città. Nell’architrave è presente un’iscrizione, oggi leggibile come “Iti Preca”. La corrosione e l’incompletezza del testo ha dato origine a diverse ipotesi di lettura, ma la più probabile è “Iter Precarium”, ovvero “passaggio a richiesta”, indicando cioè un transito per il quale era necessario il permesso.